BUCATO DEGLI ANNI 1930

Anno 1989, Olio su tela, 100 x 150

BUCATO DEGLI ANNI 1930
Anno 1989, Olio su tela, 100 x 150

BUCATO DEGLI ANNI 1930
Anno 1989, Olio su tela, h 100 x 150 cm
Collezione privata dell'artista

In questo dipinto vi sono due ambientazioni. Nella parte sinistra siamo in paese vicino ad Orune, nella parte destra nella località di Sant'Efisio. In alto a sinistra è rappresentata la fonte sacra “Su Tempiesu”, un monumento nuragico risalente all'Età del Bronzo, distante circa 6 km dall'abitato di Orune; dal paese venivano a lavare anche in questo luogo, ma Bonaria mai, la madre non ha mai voluto, per rispetto del luogo considerato sacro. In basso sempre a sinistra il fiume dove la madre di Bonaria e “sa maniale”, l'operaia, lavano e stendono, con loro anche Bonaria. In alto sono rappresentate le montagne di Orune, dette di “Chilichere”. Scende da una delle montagne il torrente “Correntina”. Pantaloni stesi ai rami “de s'eliche”, il leccio. I fiori colorati che vediamo fiorivano d'inverno, perché si trovavano nella zone del “marghine” dove il clima era caldo. Ancora in basso a sinistra pantaloni stesi. Il bucato veniva fatto una volta a settimana. “Sa maniale” pigia la lana dentro il “lanzone”, che ha il fuoco acceso sotto. I panni sia di lana che di tela, prima venivano strofinati sulle pietre con il sapone, poi li si metteva nel “lanzone” pieno d'acqua a bollire, con dentro un sacchetto di cenere perché venissero bianchi. Gli abiti in lana erano sempre bolliti. In primavera si andava a lavare al ruscello, in inverno si cercava la giornata buona. Le tre figure femminili che salgono verso casa, sono sempre la madre di Bonaria, lei stessa e “sa maniale”, sulla testa hanno “su concheddu” che era fatto di sughero, con dentro i panni lavati ed asciugati che venivano portati a casa. La parte in bianco, sotto casa, è costituita da pietre dove c'erano “sos moioso”, gli alveari, che erano al riparo tra i sassi, nella costa sotto casa. In basso a destra, nella zona di Sant'Efisio, le capre, era quello un luogo adatto a loro. In alto a destra una croce sulla cima di una montagna, che indica la località di “Sant'Andria”, essa era stata posta in sostituzione di una chiesa che anticamente si trovava in quel luogo. Sempre in alto a destra ci sono delle caverne tra le rocce, dove sono stati ritrovati degli arnesi in pietra preistorici, che ora sono conservati nel museo di Nuoro, Bonaria bambina ha assistito alla scoperta. A destra un asino usato per carreggiare il latte. Sempre a destra una pianta di “eliche”, leccio molto antica che era nata sulle pietre e non veniva mai tagliata.

Opera descritta dall'artista e trascritta da Paola Manca

Foto di Paola Manca




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