A TUSCANIA CON BONARIA MANCA

Bonaria con il sindaco di Orune e di Tuscania

A TUSCANIA CON BONARIA MANCA
Bonaria con il sindaco di Orune e di Tuscania
A TUSCANIA CON BONARIA MANCA
Bonaria con il sindaco di Orune e di Tuscania
A TUSCANIA CON BONARIA MANCA
Bonaria con il sindaco di Orune e di Tuscania

di Pietro Clemente

Tuscania (VT) 21 Maggio 2016, con Bonaria Manca

Siamo a Tuscania, in provincia di Viterbo, arrivati in auto al mattino, il paese è immerso nel sole ed è stupendo con le sue mura e le sue torri. Al Teatro Rivellino sta arrivando Bonaria Manca in auto. E’ la sua giornata oggi, noi veniamo da Siena, altri da vari luoghi d’Italia, una studiosa viene da Parigi. Ci sono i circoli dei sardi. Cosa deve succedere? Si tratta della presentazione di un sito internet dedicato all’arte di Bonaria realizzato dalla Fasi e in specie dal circolo di Civitavecchia con il contributo della Regione sarda. Ettore Serra ne è stato protagonista. Ma è l’occasione per festeggiare Bonaria e sono venuti qui anche il sindaco e gruppi di canto e ballo di Orune (NU) il suo paese natale.

Bonaria scende dalla macchina al braccio di Maria Rita e di Maurizio Fiasco, fondatori della Associazione per Bonaria Manca, a lei dedicata. E’ fragile ma determinata , ha scelto il mantello di lana di pecora fatto con le sue mani e si cinge la testa con un foulard di lana. Le sono tutti intorno, risuonano nell’aria toponimi orunesi, soprannomi e patronimici di chi vuol farsi riconoscere da lei salutandola. Quando entra nel grande spazio del teatro tutti la applaudiamo.

Sul palco è Ettore Serra a fare gli onori di casa, la onorano con targhe e doni i sindaci di Tuscania, dove risiede ormai da 70 anni e di Orune che non la dimentica, la saluta il sindaco di Cellere paese confinante e un consigliere regionale di Tuscania, la presidente della Fasi che rappresenta gli immigrati sardi in Italia. Dalla prima fila Bonaria ringrazia e saluta tutti, anche la sua voce è flebile ma pian piano conquista potenza e si lascia andare a un canto di ringraziamento, dedicato ai sindaci, alla giornata, una poesia cantata e in parte improvvisata, come spesso ama fare anche con gli ospiti nella sua Casa d’Artista.

Ora tocca a noi, gli studiosi che parlano di lei. Brevemente in due sessioni parliamo della storia della sua arte, di come questa le abbia permesso di raccontare la sua memoria traumatica col colore e la forma, di come sia andata via da Orune tanti anni fa non solo per cercare il benessere ma anche per le vicende di una antica faida locale. Si parla dello spirito fiero che anima la sua pittura, della forza dei colori e delle forme che sembrano dare vita congiunta a suoni, visioni, odori. Del suo amore per gli animali e la natura che si intrecciano con il senso del sacro antico, tra fonti nuragiche e luoghi etruschi, delle divinità che crea, dell’arte francescana e narrativa, del perché ora non dipinge più.

E quindi Angela Sanna, anche lei orunese, del Circolo dei sardi di Siena, che ha realizzato il sito, lo presenta al pubblico , a noi venuti per onorare Bonaria. E’ una festa comune intorno a lei di sardi e di laziali, di romani e di emigrati sardi. Poi, nel pomeriggio, il tempo degli ospiti è dedicato a Tuscania, di cui Bonaria è cittadina, luogo di accoglienza e di nuove radici ibridate. Un paese di intensa bellezza e di storia ricca, etrusca e medievale, con alle spalle un drammatico terremoto. Solo al mattino dopo, la piazza all’aperto con le antiche torri nell’orizzonte si riempie di sonorità barbaricine, di costumi multicolori, sono gli orunesi che festeggiano a modo loro Bonaria, riportandola alla memoria del paese, dove tanti giovani vivono ancora la tradizioni.

Sono giovani che cantano a tenore e che ballano per Bonaria e per onorare l’incontro tra Tuscania ed Orune. Più tardi una cerimonia religiosa accoglie Bonaria e i gruppi di canto e di ballo. E’ domenica. Una domenica di incontro, di arte e di memoria.

Foto di Giorgio Zintu ( Bonaria con il sindaco di Orune e di Tuscania )


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