ORUNE

Il paese dai riti arcaici ed ancestrali

ORUNE
Il paese dai riti arcaici ed ancestrali

di Sebastiano Mariani

Cosa c'è di più bello della voce umana per richiamare tutti gli altri sensi all'armonia? Armonia che nasce da riti arcaici ed ancestrali di cui forse stiamo perdendo il senso e il valore e che ha anch'essa un momento di partenza, un motore di avviamento.

Sono la melodia e il ritmo dei primi tre versi del cantore a indicare in maniera perfetta il portamento dei corpi e i movimenti pieni di grazia sobria ed elegante che dovranno eseguire. Nel giro di pochi secondi quelle mani iniziano a stringersi, alcune intensamente, altre nervosamente emozionate e altre con la dolcezza di chi si abbandona all'ebbrezza tanto desiderata.

In pochi istanti canto, ballo, sensi e sentimenti raggiungono una consonanza perfetta, i corpi sono pronti a muoversi in perfetta sincronia.

Teatro del ballo è la piazza vociante e affollata, i costumi da sposa accendono colori di rara bellezza, gli uomini sfoggiano abiti in orbace e in velluto con camicie bianche sgargianti, dai colli finemente ricamati da spose e sorelle.

Talvolta una mamma troppo apprensiva o reduce da un recente lutto, chiede alla figlia di non partecipare a quel ballo, di pazientare ancora un anno, quando allo stesso verrà magari portata dal giovane fidanzato, che durante l'anno, ha chiesto la sua mano e che lei, con il consiglio dei suoi genitori, ha deciso di concedere.

Ma anche ballo rituale, quello del carnevale, riservato ai soli anziani del paese, che nei versi evocano la morte e la sofferenza per esoricizzarli ed allontarli, dentro un cerchio di figure umane che all'armonia cupa e profonda del canto a tenore si muovono lenti e ondeggianti come figure mistiche e sciamaniche.

Riti di origine antichissima, come quello in suffragio del morto dopo sette giorni dal suo accompagnamento alla sepoltura con il sacrificio di una giovenca, la cui uccisione e ripartizione della carne veniva eseguita in un rituale austero prima di essere distribuita ai poveri del paese.

Richiami ancestrali di riti sciamanici come i verbos, formule magiche usate per uccidere i parassiti su una ferita di un animale, ma anche per impedire che gli uccelli predatori mangino i frutti delle piante o la volpe rubi l'agnello. E non ultimo i riti del malocchio per annullare le pratiche magiche negative che impediscono ai giovani sposi di giacere con la propria moglie o lo costringono a dolori lancinanti e persino alla morte per malinconia e spossatezza.

E' da questo mondo ormai invisibile che risorgono figure, colori, forme che gli artisti sanno poi modellare con immagini e colori, che aspettano di essere letti e interpretati.


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