IL BALLO AI TEMPI DI BONARIA

L'armonia del ballo

IL BALLO AI TEMPI DI BONARIA
L'armonia del ballo

di Sebastiano Mariani

La tradizione barbaricina e orunese in particolare è molto ricca di simbologie estetiche che si rivelano nelle manifestazioni esteriori e nelle relazioni sociali. Riti, cerimonie, regolazione di rapporti conflittuali, solidarietà, vendette e tanto altro ci danno un campo di riflessioni veramente ampio, dove c'è persino da smarrirsi, ma ci ricordano quanto la cultura sarda sia antica e radicata e attinga a un patrimonio che affonda le sue radici nella preistoria e anche oltre, nei miti.

Un piccolo scrigno di questi valori è il ballo sardo.
Il ballo orunese, il ballo tondo non è un semplice divertimento, è il risultato di una combinazione di tanti elementi che ne fanno una icona dell'essere comunità. Il ballo è armonia, consonanza di più elementi al cui interno si sviluppa una simmetria di ruoli, distanze, movimenti, sentimenti.

Musica, canto, ritmo, persone, gestualità si fondono in un processo dinamico che si riassume in un cerchio di volta in volta ieratico, leggero, ondeggiante, intenso, frenetico. In questo cerchio di comunità e comunione tutti hanno lo stesso ruolo tutti offrono un braccio e prendono un braccio, nessuno può rifiutare di darlo e prenderlo. Delle due mani del ballerino, una stringe e l'altra viene stretta, in una catena della quale tutti sono anelli uguali.

Tutti fanno gli stessi passi, gli stessi movimenti, nessuno può usare il ballo, nessuno può abusare del ballo. I piedi e il busto si muovono in perfetta armonia e sintonia col canto e la musica. Nel ballo è concesso a tutti di cantare e ad ognuno è concesso di dare un autonomo contributo di virtuosismo atletico ed estetico con salti e piroette che si esauriscono nel giro di alcuni secondi per tornare subito dentro il circolo collettivo. Nessuno può offendere il ballo, nessuno può offendere i ballerini. La concentrazione dei ballerini è totalmente astratta, si fissa il centro del cerchio come se tutti gli sguardi alimentassero il senso di unione della comunità che in quel movimento e in quel centro riversa la sua gioia di essere. Tutto questo è armonia del vivere.


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